Letteratura Portante: Di là dal fiume e tra gli alberi

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Autore: Ernest Hemingway

Edizione Originale: 1950

Trama:

Il libro narra dei giorni passati dal colonnello Richard Cantwell a Venezia in occasione di una caccia alle anatre, tra vecchi ricordi di guerra che emergono dal passato, l’amore per la giovane Renata e la consapevolezza della gravità dei suoi problemi cardiaci.

Commento:

Nonostante il libro non sia tra i più conosciuti di Hemingway, è rientrato in questa categoria ” Letteratura Portante ” per l’importanza dell’autore. Punto.

Idee fin troppo personali a parte, l’opera presenta delle tematiche importanti ( le atrocità della guerra ) già utilizzate dall’autore, anche se in questo caso vengono ricordate e non vissute in prima persona. Il personaggio principale è ben caratterizzato, sia dal punto di vista introspettivo sia nei gesti e nei dialoghi, da dove si può percepire tutto il suo rancore e la sua malinconia. Più sfuggente caratterialmente la figura di Renata, l’amante diciannovenne che, all’apparenza, sembra solo una ragazzina vuota e ricca e che sembra non essere mai completamente sincera.

L’atmosfera invernale di Venezia rende il tutto ancora più testo e cupo, come se anche l’ambiente rispecchiasse le emozioni del protagonista.

L’unico punto che mi ha creato personalmente una certa difficoltà ( magari perché i libri odierni sono più sbrigativi ) è la lentezza della narrazione. Di norma non disprezzo le descrizioni dettagliate e la calma delle azioni ma, in questo caso, ho ritenuto certe scene un po’ pesanti e ripetitive ( come le promesse d’amore tra i due amanti ). Infatti, se uno ci pensa, la storia si svolge in pochissimi giorni ed era difficile non inceppare in una situazione simile. Fortunatamente talvolta emergono dei ricordi di guerra durante le scene più “quotidiane”, che rendono la narrazione più interessante e attiva.

Film di Altri Mondi: The Fox Lover

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Regia: Niu Chaoyang

Interpreti: Gillian Chung, Julian Cheung, Kara Hui, Gao Hu

Durata: 135 minuti

Note: il film si può trovare solo in una versione sottotitolata in inglese. Non esiste alcun tipo di traduzione in italiano.

Trama: La signora Yu, uno spirito di volpe, promette al governatore Weng di concedere in moglie a suo figlio, Yuan Feng ( che soffre di un ritardo mentale ) una delle sue figlie. La scelta del giovane ricade su Xiao Cui che non accetta assolutamente la proposta. La giovane volpe, però, deve rivedere le sue posizioni quando Hai Fu Wang ( il Re dei Pipistrelli Marini ), uccide il governatore Weng e minaccia la valle dove viveva con le sorelle. Il suo futuro sposo, infatti, ha il potere necessario per eliminare il demone, ma per risvegliarlo deve compiere il rito del matrimonio.

Commento ( Attenzione! Contiene delle anticipazioni sulla trama ):

A grandi linee è un film piacevole, sicuramente non un capolavoro, ma carino per passare un pomeriggio.

Le ambientazioni sono molto colorate, come i personaggi ( basti vedere i capelli delle giovani volpi ) e, come nella maggior parte dei film dell’estrema Asia, non possono mancare combattimenti a mezz’aria, persone che volano e cattivi dai costumi improbabili. Dobbiamo, però, guardarlo come un prodotto cinese e, dunque, questa è la normalità per un filone simile ( come, per esempio, le sparatorie uno contro tutti e gli inseguimenti improbabili in un film d’azione americano ) e solo guardandolo da questo punto di vista si può apprezzare. Altrimenti si può correre il rischio di criticarlo solo perché certi elementi possono essere definiti ” assurdi e ridicoli “. Dopotutto è una cultura molto diversa dalla nostra e la sua evoluzione drammatica è stata ben differente dalla nostra.

La trama non brilla certo per originalità nella sua evoluzione, siccome la dura e fredda Xiao Cui ( letteralmente Salice ) pian piano si ammorbidisce e finisce per innamorarsi del suo non tanto sveglio promesso sposo. Il finale può lasciare basiti alcuni e far porre interrogativi ad altri ( quali : ” Che senso ha tutto ciò? ” ) ma, chi mastica un po’ di leggende cinesi o confinanti, può non subire alcun contraccolpo: raramente la storia tra un umano e uno spirito di volpe finisce bene. La perla, però, si trova proprio nel contratto di matrimonio. Perché mai una persona deve “eseguire” la prima notte di nozze per risvegliare dei poteri? Apparentemente può sembrare un po’ strano ma, forse, anche ciò ha una spiegazione: secondo le credenze cinesi, parte della forza vitale dell’uomo ( Yang ) si ottiene ( o si dimostra ) proprio con un atto simile. E’ solo una mia teoria ma, sinceramente, non ho trovato nessun’altra spiegazione logica.

Non mancano nemmeno i fantastici effetti speciali asiatici che, onestamente, non aiutano molto a rendere seria la storia. Purtroppo questa è spesso una nota dolente del cinema estremo-asiatico ( e talvolta non solo ) e bisogna saperli prendere per quello che sono, magari lasciandosi pure sfuggire un sorriso. Esempio calzante è la scena del vecchio medico-sciamano che esegue il rituale ( non specifico quale, giusto per non rivelare proprio tutto ): tecnicamente doveva essere una scena fondamentale e drammatica ma, il contorno che è stato creato, le fa sfiorare seriamente il comico-parodico. Da non perdere, inoltre, la scena ( a dir poco epica ) su come viene spiegato ad un ritardato cosa succede durante la prima notte di nozze.

Sulla recitazione non oso pronunciarmi: non ho moltissima esperienza in materia e, aggiungendo il fattore lingua ( cinese ) non ho capito molto come valutarla.

In conclusione, è un film carino e piacevole ma, probabilmente consigliato a chi è interessato al genere. Ad altri può risultare assurdo e “tirato”.

Una Sera a Teatro: Cats

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Regia: Trevor Nunn

Liriche: Thomas Stearns Eliot

Musiche: Andrew Lloyd Webber

Scene e Costumi: John Naiper

Orchestrazione: David Cullen

Produzione: Cameron Mackintosh

 

Trama:

Tutti i gatti del quartiere di Jellicle si ritrovano per l’annuale ballo e per festeggiare il vecchio gatto Old Deuteronomy, loro capo. Nel corso della festa uno dei gatti sarà scelto e avrà l’onore di ascendere al loro paradiso, l'”Heaviside Layer”. Così i gatti si presentano e raccontano la loro storia.

 

Commento personale:

Inutile dirlo, Cats è Cats, uno dei musical più conosciuti al mondo e con una lunghissima storia alle sue spalle. Chi non conosce “Memory”, la dolce canzone strappalacrime di Gabrizella, interpretata anche da molti cantanti famosi? Chi, se sul palco vede delle persone imbrattate di trucco felino e ricoperte di pelo non dice: “Ecco quello è Cats”?

 

Vederlo dal vivo è un’esperienza unica, sia per l’eccentrica coreografia, sia per l’allegria delle canzoni. Molte persino diventano dei continui ritornelli nella propria mente, data l’elevata orecchiabilità. Inoltre, non è da omettere la gamma di generi che richiamano i singoli brani.

Un ero protagonista centrale non c’è e questo la rende un bel musical corale, sottolineato anche dalle molteplici canzoni di gruppi e da tutti i balletti.

 

Punto debole, a mio parere, è la trama. Certamente sviluppata in funzione della coreografia, risulta un po’ piatta e, talvolta, monotona.

Questo elemento, però, non lo si nota molto alla prima visione di Cats. Siccome questa era la seconda volta che assistevo allo spettacolo, conoscevo già gran parte dei personaggi e le loro canzoni e non avevo, quindi, l’effetto sorpresa.

Uno dei motivi per cui non consiglierei una seconda visione del musical, almeno che non si è dei grandi appassionati oppure siano passati parecchi anni.

 

Infatti, senza nulla togliere alla compagnia ( tutti molto bravi), questa volta mi sono un po’annoiata e il tutto mi è sembrato “sottotono” rispetto alla volta precedente. Non so se è un fattore legato ai punti esposti prima e devo ammettere che mi è dispiaciuto trovarmi in un tale stato d’animo. “Cats” è un musical molto vivace, allegro e piacevole e non voglio assolutamente declassarlo con questo appunto.

Film Da CInema: La Bella E La Bestia

Film Da CInema: La Bella E La Bestia

Regia: Christophe Gans

Interpreti: Vincent Cassel, Lea Seydoux, Andé Dussollier, Eduoardo Noriega, Yvonne Catterfeld
Distribuzione: Notorius
Durata: 112 m
Trama:
Un ricco mercante cade in disgrazia ed è costretto a trasferirsi in campagna con i figli. Una notte, di ritorno dalla città, si ritrova in un castello abbandonato, dove coglie una rosa, dono richiesto dalla figlia minore, Belle. La Bestia, padrone della dimora, s’infuria e gli concede ancora un girono di vita per salutare i cari, in cambio del fiore. Belle, non volendo far morire il padre, si reca al castello al suo posto e piano piano, durante la sua lunga prigionia, impara a conoscere l’uomo che un tempo era la Bestia.
Commento personale sul link.

Nuova Letteratura: Horse Sense

Titolo: Horse Sense
Autore: Lapo Melzi
Pagine: 252
Editore: Irbis Books
Trama:
Jamie è un ragazzino di undici anni che vive con la famiglia in una fattoria. Non ha molti amici, ma uno vale più di tutti gli altri: è Acorn, un cavallo. Insieme passano dei momenti indimenticabili ma la realtà della scuola e dei ragazzini che la frequentano potrà mettere a dura prova il loro legame.
Commento personale sul link. http://www.tuttosuilibri.com/2014/01/recensione-horse-sense.html

Film Da Cinema: Una Canzone Per Marion

Film Da Cinema: Una Canzone Per Marion

Regia: Paul Andrew Williams

Interpreti: Terence Stamp, Vanessa Redgrave
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 93 m
Trama:
Athur e Marion sono una coppia di anziani che vive a Londra, uniti nonostante i caratteri opposti. Lei, nonostante sia gravemente malata, continua a cantare nel coro locale fino a che la malattia non peggiora. A quel punto sarà proprio Arthur, burbero e cupo, a prendere il suo posto e a riscoprire sé stesso.
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Una Sera A Teatro: Magazzino 18

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Regia: Antonio Calenda

Interpreti: Simone Cristicchi

Scritto da: Simone Cristicchi, Jan Bernas

Musiche e canzoni: Simone Cristicchi

Produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Promo Music

 

 

Un viaggio interessante in un a terra che viene spesso dimenticata: l’Istria. Simone Cristicchi analizza accuratamente tutti gli avvenimenti storici che vi sono accaduti dalla fine della Prima Guerra mondiale fino, circa, a metà Novecento. Non è una storia felice: prima la repressione fascista della minoranza slava, poi la tragedia delle foibe per quella italiana e, infine, il suo terribile esodo, concluso in Italia all’interno di campi profughi dove le condizioni di vita erano pessime.

 

Simone Cristicchi narra in modo eccellente tutte le storie delle varie persone che sono state vittime di questi orrori, alterandole abilmente con la parte più “comica” dell’archivista romano mandato a Trieste e con canzoni originali scritte appositamente per questa opera di prosa. Alla fine si resta non solo amareggiati, ma anche tristi per la sorte di quelle persone che non avevano fatto niente e che furono accusate ingiustamente; e il solo pensiero che queste cose sono accadute solo cinquant’anni fa, crea un brivido di gelo.

 

Questi sono avvenimenti che devono essere ricordati, come monito alle generazioni future e non lasciate al buio. Si può dire che Simone Cristicchi adempie a questo compito ottimamente.

Film da Cinema: A Royal Affair (già in Dvd)

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Regia: Nikolaj Arcel

Interpreti: Alicia Vikander, Mads Mikkelsen, Mikkel Boe
Distribuzione: Academy Two
Durata: 128m
Trama:
Danimarca 1770,
Carolina Matilda, sorella del re d’Inghilterra Giorgio III, viene data in moglie al re di Danimarca Christian VII, uomo dall’equilibrio mentale instabile. La regina successivamente si innamorerà del nuovo medico di corte, Johann Friedrich Strunsee, assieme al quale inizierà una rivoluzione che cambierà la nazione.
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